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Terme di Vespasiano a Cittaducale – Capolavori in abbandono

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Terme di Vespasiano a Cittaducale – Capolavori in abbandono

Stavamo facendo un giro per i dintorni di Rieti, quando ci suggeriscono di visitare le Terme di Vespasiano. Sarebbero chiuse, o meglio, non sono mai state inaugurate da dopo il restauro da quanto ho capito? Fatto sta che era tutto bello pronto, ma non c’era nessuno. Davvero nessuno. Un’esperienza fortissima.

Ci troviamo nella Piana di San Vittorino, molto vicino al comune di Cittaducale, e dalla Salaria si diparte una stradina in salita di cui realizzi l’esistenza solo se sai già che è lì. Inizialmente ci siamo fermati insicuri che fosse accessibile alle auto, ma tanto, se non c’era nessuno, chi avrebbe potuto dirci nulla? Per fortuna è davvero praticabile in auto.

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Percorriamo una strada sterrata, affiancata da delle strutture apparentemente nuove ma completamente vuote. La biglietteria o centro visite presumo. Ci sono vari cancelli che permettono l’accesso al sito, ma tutti chiusi. Al terzo, quando ormai avevamo perso ogni speranza, vediamo però che la rete è stata tagliata e si può attraversare. In un minuto raggiungiamo il sito: una bellissima piana tra le montagne, al centro della quale troneggia una piscina smisurata circondata da quello che resta della villa nella quale Vespasiano era solito trascorrere le estati.

Sono presenti alcune passerelle in legno, e dei pannelli che probabilmente avrebbero dovuto ospitare dei cartelli informativi, ma tutto sembra essere rimasto a metà.

L’intera villa doveva essere disposta su quattro terrazzamenti, ma ciò che resta è solo il secondo, di cui purtroppo oggi è visibile solo il lato nord ed est. La facciata settentrionale è lunga più di 75 metri, nella quale sono scavate nicchie semicircolari e rettangolari, mentre l’altro lato presenta un’abside, dettaglio che fa definire questa struttura come “ninfeo a camera absidata”.

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Ci avviciniamo alla piscina e veniamo invasi da un forte profumo di menta: solo in quel momento realizziamo di come si sia diffusa, è ovunque! Scendiamo una delle rampe di scale ed entriamo nella natatio. È davvero enorme, sono 60 metri di lunghezza e 24 di larghezza, più di una olimpionica!

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Mi fa sempre emozionare molto l’idea di trovarmi nello stesso luogo che tantissimo tempo prima era così importante, vissuto da figure capaci di attraversare i secoli, e che resta quasi immutato, scalfito appena dal passare degli anni. Cerco di rivedere il luogo per come doveva essere, nel momento del suo maggiore splendore. Persone dai contorni sfumati rivivono le loro azioni quotidiane, quasi come la scena di un film. Ed io ho l’onore di essere lì, di scendere le stesse scale, attraversare gli stessi corridoi e toccare le stesse rocce che appartengono ad un periodo tanto lontano e pregno di storia.

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In autunno il panorama che avvolge questa villa è pieno di colori, rendendola ancora più bella da scoprire, delle vedute ritagliate dalle finestre si possono ammirare nella porzione di corridoio che resta dietro alla facciata nord. Si può salire anche un pochino più sopra, facendo il giro della villa, per osservarla anche dall’alto.

È molto triste che resti tutto così abbandonato a sé stesso. Si dice che le Terme di Vespasiano siano sia l’ultimo posto che l’imperatore abbia visto prima di morire, nel 79 d.C. bevendo troppa di quell’acqua gelida ma altrettanto benefica di questi luoghi. Probabilmente l’impianto restò in funzione fino al IV secolo d.C., mentre su quello che accadde nel medioevo si sa molto poco. Nel 1613, quando si iniziò la realizzazione della Chiesa di San Vittorino, venne utilizzato materiale proveniente proprio da qui.  A metà degli anni furono terminate le opere di restauro, e da allora è così. Ma speriamo non ancora per molto!

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