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Il Castello di Torre Alfina (e il suo gelato)

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Il Castello di Torre Alfina (e il suo gelato)

Nel comune di Acquapendente, in provincia di Viterbo, si trova Torre Alfina, un paesino noto principalmente per due cose: il gelato e il suo castello. Ammetto che il gelato ha un suo perché. La gelateria che ha portato successo a questo paese è Sarchioni e fa dei gelati esageratamente grandi ma decisamente buoni.

Ma onestamente questo post era più per il castello che per il gelato. Però è importante che non vi facciate sfuggire neanche quello.

Un po’ di Storia

Bene questo castello ha una storia davvero lunga, che risale a prima del medioevo. Come è facile immaginare il paese prende il nome proprio dalla torre del castello, tanto che dati riportano che almeno fino al 993 era conosciuto semplicemente come “Villa Turre”. Solo nel 1389 appare per la prima volta il nome di Torre Alfina. Sulla vera origine della torre, elemento più antico di tutto il borgo, castello compreso, si hanno solo ipotesi, che ci riportano a costruzioni romane o addirittura etrusche, ma sicuramente le funzioni erano fondamentalmente strategiche e di difesa.

 

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Si susseguirono numerose battaglie e combattimenti sanguinosi per la conquista di questa zona e di quella di Orvieto, che videro succedersi famiglie come i Monaldeschi, che dal XIV secolo si divisero in quattro rami (Cervara, Vipera, Cane ad Aquila) e continuarono a contendersi il castello (realizzato in proprio in quel periodo dai Cervara). Nel 1553 fu ereditato dalla famiglia degli Sforza, che ampliarono il castello e lo trasformarono in una vera e propria abitazione rinascimentale, grazie all’intervento di Ippolito Scalza e del pittore Cesare Nebbia.

A succedere fu la famiglia Del Monte, che restò fino al 1880, quando Edoardo Cahen acquistò il castello e le sue proprietà. Egli ebbe due figli, Teofilo Rodolfo e Ugo, che però non godettero a lungo della proprietà, in quanto, durante la seconda guerra mondiale, furono costretti a rifugiarsi a Ginevra per via delle leggi razziali. Edoardo si fece seppellire a Torre Alfina, realizzando un vero e proprio mausoleo, la “Tomba del Marchese”, tomba neo-gotica che in teoria avrebbe dovuto contenere anche le salme dei familiari. Rodolfo Cahen continuò l’imponente opera di ristrutturazione iniziata dal padre, commissionando affreschi e ritratti come quello del suo volto che fronteggia quello di Gabriele D’Annunzio, suo grande amico. Alla morte del marchese, tutto passò in mano del maggiordomo Urbain Victor Papilloud, che però non rimase a Torre Alfina e vendette tutto ad Alfredo Baroli nel 1959. A causa di problemi economici nel 1969 gli arredi vennero messi all’asta, mentre dal 1982 al 2005 il castello venne tenuto da Luciano Gaucci, imprenditore romano, il quale realizzò opere tuttora visibili come la fontana con il cavallo rampante nel cortile principale. Dopo il fallimento economico di Gaucci, la proprietà venne chiusa per dieci anni, fino alla riapertura, nel 2014.

 

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Visite Guidate

Oggi si organizzano spesso visite guidate, il prezzo del biglietto è di 5€ (ridotto 3€) e non serve prenotazione. Basta vedere sul calendario i giorni di apertura che variano dal weekend all’intero mese, a seconda della stagione. Abbiamo partecipato recentemente ad una visita e l’abbiamo trovata entrambi molto interessante, davvero approfondita e ricca di dettagli, che racconta ogni particolare del castello e delle bellezze che raccoglie.

 

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Per chi ama la natura

Ai piedi del castello, e un tempo proprietà del castello stesso, è il Bosco del Sasseto, luogo dove peraltro è situato anche il mausoleo Cahen, bosco secolare roccioso e carico di un’atmosfera romantica. Ai confini con la Riserva Naturale di Monte Rufeno, si estende per circa 40 ettari. Al centro del bosco si trova la fonte “dell’acquabella”, mentre più in alto, le grotte naturali Marozza e Marozzina.

 

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