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Bergamo, una visita in Città Alta – Cosa vedere pt. III

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Cosa vedere a Bergamo – parte III

Dopo il primo e secondo capitolo, non potevamo che chiudere in bellezza, parlando delle tre cose forse più famose a Bergamo.

Cappella Colleoni

La Cappella Colleoni è una cappella funebre privata dedicata al condottiero Bartolomeo Colleoni, un Capitano di Ventura bergamasco, vissuto in gran parte del Quattrocento (i capitani di ventura venivano chiamati per comandare gli eserciti, ma erano assunti, quindi spesso non erano dei veri e propri patrioti). Era un personaggio molto egocentrico e aveva comprato per sé un castello trecentesco, il Castello di Malpaga, vicino a Seriate. Sosteneva di avere tre testicoli, e questo diventò il suo simbolo di potere; si può rivedere anche rappresentato nello stemma. La chiesa è stata costruita tra il 1472 e il 1476. Per lungo tempo non sia sapeva dove fosse il corpo di Colleoni, poiché il mausoleo è stato completato solo dopo la sua morte. Ma la verità è che è sempre stato lì! Negli anni ’60 è stato scoperto un doppio fondo nel suo sarcofago proprio dentro la cappella. È stato seppellito in realtà prima che la chiesa fosse completata. Il sarcofago è stato scolpito dallo stesso architetto che ha disegnato la chiesa, Giovanni Antonio Amadeo, architetto anche della Certosa di Pavia. Questa cappella, anche per la sua conformazione è infatti spesso presa come esempio di iniziale rinascimento. Le decorazioni sono state completate dai suoi discendenti, alcune delle quali sono state fatte addirittura tra Settecento e Ottocento. Gli affreschi sono del Settecento, di Gian Battista Tiepolo.

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Colleoni, capitano delle truppe di terra di Venezia, fu il primo ad utilizzare i cannoni su ruote, ecco perché sono molto presenti all’interno della cappella. Sono rappresentate anche armi e scene di mitologia greca. Solo in vecchiaia, poco prima di morire, riuscì ad ottenere il permesso di demolire la sacrestia della Chiesa di Santa Maria Maggiore per costruire la propria cappella.

In facciata, nei raggi del rosone, si possono di nuovo vedere i cannoni, che celebrano il suo eroismo in guerra e rimandano ai cannoni mobili. Lo stile è sempre quello del rinascimento iniziale, con marmi policromi e toni che richiamano anche la pietra arenaria del Palazzo della Ragione e della Basilica Romanica al suo fianco. Colleoni è stato l’unico ad ottenere l’ingresso dalla piazza e non dalla chiesa, come ogni cappella o sacrestia, per celebrare ancora di più la sua magnificenza. Ha tentato addirittura (per fortuna invano) di demolire il Palazzo della Ragione, in modo da ottenere una vista più aperta e una piazza più grande.

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Il battistero è della metà del Trecento, in stile tra il romanico e il gotico, realizzato dai maestri campionesi. Inizialmente si trovava all’interno della basilica, poi è stato smontato e spostato due volte, finché non si è trovato dove è oggi.

Basilica di Santa Maria Maggiore

La Basilica di Santa Maria Maggiore è del 1137, costruita in seguito ad una epidemia o siccità, su una chiesa dedicata alla Madonna, realizzata principalmente con i soldi delle offerte dei cittadini bergamaschi. Prima punto di raccolta per carità e cibo per i più poveri è poi piano piano diventata luogo di lavoro, di scambio e di deposito di denaro, quasi come una banca. Era pressoché una piazza coperta, tanto che dalle due porte Nord e Sud, che pare fossero sempre aperte, ci si passava attraverso anche a cavallo. In parte è anche vera e propria chiesa, e da centinaia di anni ogni sera si celebra la messa. La chiesa è di origine medievale, come si vede anche all’esterno, con la sua pietra arenaria, mentre all’interno, all’epoca della controriforma, è stata fastosamente riadornata in stile barocco. Si entra dal transetto, non c’è facciata. La pianta è a croce greca, i due matronei sono stati chiusi, proprio due mesi fa uno dei due è diventato museo.

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Duomo di Bergamo

A sinistra della Cappella c’è il Duomo, purtroppo messo sempre in secondo piano dall’eleganza e dalla magnificenza della prima, con la sua facciata in marmo bianco, con sopra la statua di Sant’Alessandro, patrono di Bergamo. Questo santo ha una storia curiosa: una leggenda racconta che era un soldato romano, di fede cristiana, quando ancora non era consentito, e che quindi è stato a lungo perseguitato e obbligato ad onorare l’imperatore come un dio. Catturato e condannato a morte, il boia non ha potuto tagliare la sua testa perché questa è apparsa grande come una montagna, così è scappato a Bergamo, dove ha vissuto per diverso tempo predicando la sua religione. Catturato nuovamente questa volta non è potuto sfuggire alla morte, però si dice che quando è caduta la testa a terra dal suo sangue siano nati tanti gigli bianchi purissimi. Per questa ragione è spesso raffigurato con il suo vessillo (era un soldato vessilifero) con un giglio bianco all’interno. Una statua in facciata, accanto alla Madonna, mostra anche una ragazza con in mano la testa di Sant’Alessandro. In città bassa, dove si dice che sia successo il fatto e siano cresciuti i gigli, sorge oggi la Cattedrale di Sant’Alessandro, dove in facciata sono scolpiti dei gigli.

Bonus: il Caffè del Tasso

In Piazza Vecchia si trova il Caffè del Tasso. Caffè storico del 1476 che solo poi è stato chiamato Caffè del Tasso, perché quest’ultimo vi si recava spesso, dato che aveva parenti a Bergamo. Fu proprio la sua famiglia a creare il servizio postale che collegava Venezia con la Germania. Accanto si trova anche una statua che lo rappresenta, che i bergamaschi chiamano il “Torquatone”, per via della sua testa smisurata. Personaggi famosi come Donato Donizetti frequentavano spesso la casa del Tasso. Pare che questo fosse anche il posto dove reclutavano gli uomini che si sarebbero uniti alla spedizione dei Mille.

 

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