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Bergamo, una visita in Città Alta – Cosa vedere

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Cosa vedere a Bergamo (anche in un giorno solo!)

Ci è bastato un weekend per innamorarci di una città così bella e piena di sorprese. Le Guide Turistiche Città di Bergamo ci hanno accompagnato alla scoperta di questa città ancora poco conosciuta, ma ben pronta ad accogliere nuovi spettatori e visitatori. Pregna di storie e leggende, Bergamo offre non solo viste panoramiche incomparabili, ma anche una buona cucina e servizi eccellenti. Abbiamo raccolto per voi una lista di cose da non perdersi nel caso in cui decidiate di fare un salto e lasciarvi stupire da questa bella cittadina.

Un po’ di storia

Bergamo nasce come città romana, ma è passata in mano a tanti conquistatori prima di diventare città italiana. Il suo nome proviene probabilmente dal celtico “berg-heim” che significa “città alta”. Essa infatti è divisa in due parti, sia morfologicamente che nominalmente: esistono Bergamo Alta, la cittadella antica, retta da tempi immemori, e Bergamo Bassa, realizzata invece dall’architetto Marcello Piacentini negli anni Venti (lo stesso che poi realizzò il quartiere EUR di Roma, con l’avvento del Fascismo), vincendo il concorso con la sua idea particolarmente apprezzata di mantenere un forte collegamento con la città vecchia. Egli infatti creò le strade principali di Bergamo Bassa quasi a raggiera, in modo da poter ammirare e apprezzare sempre la città vecchia dal basso, impedì che venissero eretti palazzi troppo alti che potessero ostacolarne la vista e infine portò tutti gli edifici pubblici nella parte bassa.

Noi oggi intendiamo soffermarci su Bergamo Alta, però se programmate un weekend lungo, anche la città Bassa merita una breve visita.

Le Mura veneziane

Nel 1428 Bergamo viene presa dai Veneziani, che ne fanno il proprio avamposto ad Occidente. Le mura romane erano intanto andate perse nel corso del medioevo, così i veneziani le ricostruiscono, più forti e più alte, anche demolendo tutto quello che fosse di intralcio: così chiese, palazzi antichi, ogni cosa, qualunque valore avesse, venne abbattuta. Fu inaspettatamente risparmiata una chiesa gotica, il Convento di Sant’Agostino, oggi aula magna dell’Università di Bergamo. Adesso le Mura sono ben conservate, e sono anche diventate proprio nel 2017 Patrimonio UNESCO, è possibile ammirarle dalla città bassa o anche ripercorrerle tutte a piedi, facendo il giro della città alta.

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Piazza Mercato delle Scarpe

Piazza Mercato delle Scarpe prende il nome dalla sua antica funzione. Qui si vede subito il palazzo della funicolare, che è trecentesco, della famiglia Suardi, poi diventato consorzio dei macellai e dei calzolai. La piazza è punto di arrivo di tutte le arterie principali, la via che va a porta Sant’Agostino è quella che era utilizzata per andare a Venezia, mentre Porta San Giacomo era quella utilizzata per andare a Milano. Ancora oggi partono 7 vie da questa piazza. Il palazzo della funicolare mantiene la parte inferiore originale, mentre la parte superiore è stata restaurata, come anche l’interno, che invece è in stile Liberty. Dal terrazzo del bar della funicolare si può ammirare tutta Bergamo bassa, c’è un bellissimo panorama, consigliamo di andarci soprattutto al tramonto.

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Le Case Torri

Per controllare meglio il territorio nel XIII secolo Bergamo Alta fu cosparsa di torri, che vennero poi riconvertite ad abitazioni intorno al XVI secolo. Oggi rimangono poche case torri, una delle quali mantiene ancora la sua bottega originale: è il Fabbro Scuri, che si può vedere tutti i giorni lavorare nel suo laboratorio.

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Via Gombito

Via principale del centro di Bergamo, assieme a Via Colleoni crea il decumano della città. Di fronte si trova una piazza con la Chiesa di San Pancrazio, e la sua cisterna. Qui sorge anche la Torre del Gombito, altra torre riconvertita a casa, e proprio sotto, potrete trovare il centro di informazioni turistiche IAT. La torre duecentesca è forse l’unica che è stata proprio conservata in maniera originale, con la sua aria militare senza finestre, inattaccabile, sulla quale è impossibile arrampicarsi. La cima è stata mozzata dagli austriaci non si sa bene perché, quindi è stata un po’ accorciata, ma presentava già il terrazzino sulla cima dalla quale si potevano avvistare i nemici. Il nome Gombito lo prende dal Compitum, il centro del cardo e decumano romano, punto dal quale si iniziano a contare le distanze della città.

Questa zona è un esempio di “vicina” un quartiere che si auto amministrava e che aveva al centro un pozzo, (una cisterna), una chiesa e una casa che era come un piccolo comune, dove si riscuotevano le tasse. Ogni vicina arrivava fino a cinquecento persone e questa è una delle più antiche, pare che già in età longobarda fosse il centro della città.

 

Non pensare che sia finita qua! Se vuoi sapere quante altre cose ci sono da vedere a Bergamo torna domani, per la seconda parte! 🙂

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